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Medicina d’urgenza

Quotidianamente, presso il centro veterinario VetStudio, vengono visitati cani e gatti in situazione di emergenza.

L’utilità della “prima visita/triage” consiste nella valutazione e classificazione del paziente al fine di giudicarne le funzioni vitali, stabilire le cure prioritarie e l’ordine con le quali queste devono essere affrontate. Le emergenze che bypassano il “triage/prima visita” sono:

  • Perdita di coscienza
  • Presenza di emorragie gravi
  • Ostruzione delle vie aeree
  • Assenza di polso o respiro

Questi casi necessitano infatti di procedure salvavita e solo dopo aver stabilizzato il paziente si potra’ effettuare una visita piu’ approfondita.

Presso il nostro centro sono presenti medici preparati ad affrontare molte di queste emergenze.

Le situazioni piu’ frequentemente riscontrate sono :

  • Stato di male epilettico
  • Avvelenamento
  • Sindrome dilatazione-torsione gastrica (GDV)
  • Ostruzione intestinale
  • Occlusione urinaria
  • Fratture
  • Trauma cranico o spinale
  • Trauma addominale

AVVELENAMENTO

I nostri animali possono essere esposti a molti veleni che possono essere

– ingeriti

– inalati

– assorbiti tramite contatto per via cutanea/mucosale

Ingestione: dopo aver valutato attentamente il tipo di avvelenamento puo’ essere necessario (o meno) attuare i principi per una decontaminazione gastroenterica mediante induzione del vomito, mediante una procedura di lavanda gastrica o mediante adsorbenti intestinali…

E’ di fondamentale importanza valutare il rapporto rischio/beneficio delle procedure descritte poiche’ ogni situazione puo’ richiedere procedure diverse che devono essere attentamente valutate dal medico veterinario (per esempio se il paziente ha ingerito sostanze istolesive indurre il vomito comporterà peggiorare e/o procurare lesioni secondarie esofagee) .

Contatto:  in caso di contatto con la pelle e’ bene rimuovere la sostanza istolesiva con un panno asciutto proteggendo occhi naso e bocca per evitare inalazioneo ingestione. In ogni caso ogni procedura va eseguita solo dopo averne parlato con il medico veterinario.

I veleni di piu’ frequente riscontro nel nostro centro sono:

  • Rodenticidi (veleno per topi)
  • Metaldeide (contenuta nei molluschicidi)
  • Organofosfati e carbamati
  • Stricnina
  • Glicole etilenico
  • Piante tossiche

Rodenticidi (veleno per topi)

La maggior parte dei veleni per topi contengono sostanze anticoagulanti che per la maggior parte agiscono privando l’organismo di vitamina K (fitomenadione), indispensabile per la coagulazione del sangue. I sintomi di avvelenamento spesso sono molto vaghi come depressione, letargia , ecchimosi , sanguinamento gengivale, tosse e difficoltà respiratoria (dovuto ad emorragie polmonari), paresi/paralisi o convulsioni (emorragie epi/subdurale e cerebrale),zoppia (emorragia intrarticolare), collasso e shock ipovolemico. Il gatto può avvelenarsi per l’ingestione diretta del veleno oppure per aver mangiato roditori che a loro volta hanno ingerito il veleno. Non si dovrebbe mai utilizzare il veleno per topi nelle aree in cui vivono animali domestici o selvatici perché gli incidenti sono molto comuni, anche se si cerca di nascondere bene il veleno.

La diagnosi può essere confermata da un semplice esame che valuta la capacità del sangue di coagulare (esame coagulativo). L’antidoto, la vitamina K, è efficace in poche ore. La terapia va protratta per diverse settimane e viene confermata dalla normalizzazione dei fattori della coagulazione.

Stricnina

La stricnina e’ un pesticida commercializzato sottoforma di polvere biancastra o di esca. Essa viene rapidamente assorbita dalle mucose e nel tratto gastroenterico. La sintomatologia compare molto rapidamente ed e’ caratterizzata inizialmente da contrazioni cloniche e toniche generalizzate con coinvolgimento anche dei muscoli della respirazione. Caratteristica e’ la contrattura della muscolatura facciale che conferiscono il classico aspetto di “riso sardonico”. Tutti gli stimoli sensoriali possono aggravare le contrazioni.

Metaldeide (Lumachicida)

La metaldeide e’ il principale componente tossico dei molluschicidi

Anche questa esca sembra essere molto gradita dai nostri animali. I sintomi da ingestione compaiono dopo circa 3 ore dalla sua ingestione ed e’ caratterizzata da spasmi muscolari, fascicolazioni fino alle convulsioni, da scialorrea (ipersalivazione) e vomito, diarrea del tipico colore verdastro e grave ipertermia (anche 42-43°C). La terapia poiche’ non esiste un antidoto specifico e’ quella di controllare le crisi convulsive (sedativi fino ad arrivare a tenere il paziente intubato in anestesia), di decontaminazione gastroenterica fino a quando l’organismo non si e’ liberato dal veleno.

Permetrine (gatto)

Le permetrine sono prodotti antiparassitari presenti in alcuni prodotti antiparassitari per cani. Risultano estremamente tossiche nei gatti, in cui causano convulsioni, coma e morte. I gatti sono così sensibili all’azione tossica delle permetrine che si possono avvelenare anche se sono a stretto contatto con un cane a cui sono state applicate. Quando si applica un prodotto antiparassitario nel gatto, occorre leggere con cura le istruzioni e assicurarsi che sia specificatamente indicato anche per questo animale.

Le permetrine sono contenute nei seguenti antiparassitari per cani (piu’ comuni) :

  • Advantix
  • Frontline Triact (ma non nel Frontline Combo)
  • Effitix
  • Expot
  • Vectra 3D
  • Scalibor collare
  • Altri ……

Metilxantine ( in cioccolata e caffè)

Le Metilxantine sono alcaloidi di origine vegetale e possono essere causa di intossicazione nei nostri animali. Le piu’ diffuse sono

  • Teobromina ( presente nella cioccolata)
  • Caffeina
  • Teofillina

Nella cioccolata e’ presente la Teobromina; in particolare nel tipo fondente e’ presente una maggior quantità rispetto a quella al latte ( teobromina nel fondente e’ 400 mg su 100 grammi di prodotto mentre in quella al latte circa un terzo in meno).

I sintomi sono vomito,diarrea, incontinenza urinaria, tachicardia , aritmie e sintomi neurologici fino a convulsioni.

Non esistono antidoti per queste sostanze pertanto e’ necessario controllare farmacologicamente la sintomatologia attraverso diversi protocolli di emergenza.

Piante tossiche

Raramente la diagnosi di avvelenamento da vegetali nei nostri animali puo’ essere formulata unicamente sulla base delle manifestazioni cliniche; è quindi necessario che il proprietario si accorga del possibile contatto con piante tossiche. E’ inoltre possibile che il proprietario non sia a conoscenza delle piante presenti in casa.

Piante tossiche per i cani e i gatti:

Dieffenbachia:  nota anche come “Giglio del leopardo” o “Lingua di suocera”; la presenza nel lattice della pianta di sostanze irritanti per le mucose provoca rilascio di istamina. Sintomi: scialorrea e difficoltà alla deglutizionproprietà vescicanti e per il dolore buccale; possibili anche stomatite, edema della mucosa orale , anoressia , nausea, coliche addominali. Raramente aritmie cardiache, coma e morte.

Filodendro (Philodendron scandens): responsabile di  intossicazioni letali nel gatto. La parte pericolosa della pianta sono rappresentate dal fusto e dai piccioli delle foglie.

Ficus (Ficus elastica): i principi tossici sono presenti nel fusto e nelle foglie e sono costituiti da sostanze simili a lattici che provocano sintomi digestivi quali vomito e diarrea. Tali sostanze possiedono anche proprietà vescicante. Talvolta, al danno mucosale, della cute e dell’apparato digerente, si sommano anche lesioni renali. L’evoluzione, generalmente è favorevole.

Cycadiaceae: Tra le piante potenzialmente tossiche appartenenti a questa famiglia si ricorda la cycas (Cycas revoluta). I suoi semi causano intossicazione nel cane, ma sembrano essere tossiche anche altre parti della pianta (inclusa la radice). Entro 12 ore dall’ingestione compaiono anoressia, vomito, dolorabilità addominale, epatotossicità acuta (associata ad ittero, coagulopatia che può causare epistassi, emottisi, melena, ematochezia ed emartro. In questo caso è necessario indurre il vomito il prima possibile e una terapia sintomatica e di supporto e/o lavanda gastrica per decontaminare il tratto gastroenterico. La prognosi è spesso infausta.

Rododendro e azalea (Rhododendron simsii).  Le specie di rododendro sono altamente tossiche per tutti gli animali   I sintomi, che compaiono dopo circa 6 ore dall’ingestione, comprendono scialorrea, nausea, vomito, diarrea, disoressia, peritonismo, tremori, andatura barcollante, letargia, astenia, aritmie, tachipnea, a cui fanno seguito bradicardia, ipotensione fino a collasso cardiocircolatorio, bradipnea e, nei casi più gravi, coma e morte. Possono associarsi anche insufficienza renale ed epatica. Il decesso è un’evenienza molto rara, sebbene possa verificarsi anche entro poche ore dall’ingestione per insufficienza respiratoria. L’evoluzione del quadro clinico è di norma acuta . Si può intervenire tempestivamente provocando il vomito o mediante lavanda gastrica, seguiti dalla somministrazione di carbone attivato. Il trattamento di solito è sintomatico, non esistendo nessun antidoto, e si basa principalmente sulla fluidoterapia, per sostenere pressione sanguigna, perfusione ed idratazione

Stella di Natale: Gli effetti principali dell’ingestione sono di tipo irritante, in conseguenza dei quali possono insorgere stomatite, vomito, scialorrea, diarrea,e febbre. Nei rari casi più gravi, è segnalata la comparsa di grave irritazione dell’orofaringe e dell’esofago, tosse, soffocamento, conati e tentativi di grattarsi la bocca con le zampe. Possono anche osservarsi cecità temporanea e manifestazioni coliche. Il contatto diretto con gli occhi può essere causa di lacrimazione, fotofobia, congiuntiviti e cheratiti. Non esistono trattamenti specifici e la terapia è pertanto di tipo sintomatico.

Lilium (Lilium spp.): l’intera pianta è tossica, soprattutto per il gatto. Nell’evenienza che un cane o un gatto abbiano ingerito parti di lilium, è consigliabile indurre il vomito o praticare una lavanda gastrica, seguiti da somministrazione di carbone attivo.

Digitalis purpurea : l’intera pianta, nonché l’acqua del vaso, risultano tossici. Subito dopo l’ingestione si notano dolori addominali, scialorrea, nausea, vomito ed irritazione locale delle mucose. Si osservano disturbi della conduzione cardiaca (aritmie), talvolta così gravi da esitare in stato confusionale, atassia, ipotensione, shock, coma e morte.

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